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GABRIELLA
DE MAIO
Gabriella?!
Credo che il sorriso che ha mantenuto nonostante tutto ciò che le è crollato addosso, sia abbastanza esplicativo del suo modo d'essere! A me viene molto difficile parlare di lei... certo
non per mancanza di episodi e sensazioni vissuti con lei nei primi 37 anni
della mia vita, ma perché non riesco a trovare le parole giuste per descrivere mia sorella...
Ecco,
quindi, che lascio a chi è più bravo di me ad esternare a parole i
propri sentimenti, la penna; i ricordi
del collega Salvatore,
del figlio Alessandro
, della cugina Ada,
dell'amico Lillo,
rendono un po' l'idea della personalità e della sensibilità della mia
cara Gabriella!
Io
riesco solo a dire che a me piace pensare che Gabriella non sia morta
invano: dalla sua morte è nata questa associazione che cercherà di fare
sempre meglio per accudire le famiglie nella disperazione da cui vengono
travolte, con amorevolezza, dedizione, altruismo, serenità... proprio
come ha sempre fatto Gabriella, con tutti...
Gabriella De Maio, medico analista, responsabile del laboratorio di analisi del “Policlinico Sacro Cuore”
di Cosenza, è morta a 41 anni, il 18 dicembre 1997, dopo 9 mesi di calvario.
Nell’aprile dello stesso anno le era stato riscontrato un adenocarcinoma
gastrico che la ha letteralmente consumata, pur essendo stata tempestivamente
sottoposta ad intervento chirurgico e trattamento chemioterapico. La “Associazione Gabriella De Maio ONLUS” è nata per mantenere vivi il nome di Gabriella ed il suo altruismo.
Per vedere il video contenente delle foto di Gabriella clicca qui
(N.B. Tutte le foto presenti in questo sito sono utilizzate solo per uso privato e non commerciale. Le persone presenti nelle foto sono state informate della pubblicazione sul sito della Associazione Gabriella De Maio Onlus, che si prefigge di non recare danno a persona fisica, giuridica o società.)

ALESSANDRO
In
un giorno di Dicembre sei andata via
ormai due
anni son già passati
ma un enorme vuoto è rimasto nell'anima mia
e per colmarlo chissà ancora quanti inverni e quanti estati.
Sono
strani giorni invece questi: la mia vita cambia in continuazione;
sto crescendo sempre più, mi sento uomo eppur son ragazzo
ma dove sei tu cosa pensi di me e di questa situazione
mia manca la tua voce, le tue carezze, mi sembra d'esser pazzo.
Di questa pazzia
non si muore, ma la voglia di averti accanto è tanta
come tanta è la voglia di piangere in alcuni momenti della vita
e forse è proprio lì che ti sento sussurrare al mio cuore: gioisci
ugualmente, vivi, canta
ed allora d'improvviso qualcosa cambia dentro me sento una spinta con tutte le dita.
Ma poi nuovamente
mi butto giù e sembro non sollevarmi
pur con tutto l'aiuto della famiglia e di un amore eccezionale
quando sento il tuo nome il cuore inizia a sprofondarmi
e le lacrime solcare il mio viso senza potersi fermare
A volte penso e
provo a chiedermi perché,
quale terribile empietà ho commesso per meritare di perderti.
Ma una risposta non c'è
esiste
solo la piena rassegnazione del vicino non esserti.
Ma
se mi guardi da lassù se riesci a vedere,
vorrei solo dirti quanto è gonfio di te il mio cuore,
quanto la tua assenza è per me distruttiva come il non bere,
quanto sia difficile andare avanti senza di te ed il tuo amore.
Ti
prego Mammina mia fa che possa sentirti sempre vicina
ora mentre ti scrivo
ed anche quando la tristezza rabbuia la mattina;
ti voglio tanto tanto bene e ti penso ogni attimo che vivo.

ADA
Nel
doloroso turbamento che ci ha preso tutti, nell’immediatezza
dell’evento luttuoso non sono stata in grado di parlare di Gabriella...
mancava la serenità ed il distacco necessari per raccogliere i miei
pensieri ed interpretare quelli degli altri.
Ora però, a distanza di qualche mese, quando l’emozione ha fatto posto
alla riflessione, sento il grande vuoto che Gabriella ha lasciato: al
figlio, ai familiari, agli amici.
Cara Gabriella, nobile
nella tua umanità, grande nella modestia, riservata nella generosità,
premurosa negli affetti, attenta ai bisogno di tutti, antica nella
signorilità, autentica nei rapporti umani, cara e preziosa per gli
amici...
Ci
sono persone che nascono con un destino di eccellenza, con la vocazione ad
essere speciali.
Gabriella
è stata una persona speciale, speciale come figlia, speciale come mamma,
speciale come amica.
Speciale nella vita e nella morte, speciale nella sofferenza.
Dicono che proprio la
sofferenza conferisce alla condizione umana la sua dignità piena, la sua
dimensione più nobile, distingue gli uomini dalle infinite creature
dell’immenso universo.
L’esperienza della malattia e del dolore ha segnato Gabriella di una
speciale distinzione: tutti noi l’abbiamo vista reagire, lottare,
sperare con una forza che, seppure non è stata capace di sconfiggere il
male, ha fatto crescere in noi la sua immagine, le sue qualità, il suo
ricordo.
Gabriella ha esaltato una
parte di ciascuno di noi, una parte importante perché nell’amicizia e
negli affetti ha investito il meglio di sé con un ritorno di cui andava
giustamente orgogliosa.
Chi riesce a vivere e a morire così, merita tutto il nostro rispetto e
non si lascia dimenticare.
Nessuno di noi riempirà facilmente il vuoto che Gabriella ha lasciato
perché ha sempre occupato un posto speciale nel cuore di ciascuno, e
ciascuno di noi ha in serbo un patrimonio di ricordi per custodirne la
memoria, i gesti, le parole.
La morte le ha tolto
tutto: la vita, gli affetti, l’avvenire... ma anche la vecchiaia, gli
acciacchi, la decadenza dell’età.
Ora lei è libera e lontana dalle miserie del quotidiano; corre felice
sulla distesa del mare che amava tanto, mentre sorride con inconfondibile
dolcezza e si tiene i capelli mossi dal vento; proprio come in quella foto
che la ritrae spensierata e felice.
Eppure... l’unica, vera
lezione di vita è la morte.
Queste parole udite in famiglia fin da bambina, comprese più tardi, molto
più avanti negli anni, acquistano oggi un valore nuovo e la vostra
presenza qui stasera, così numerosi e commossi, ne è la prova.
Tutto ciò che ci
commuove suscita in noi un sentimento di umana pietà, che è
lodevolissimo ma inefficace, rassegnato, passivo. E’ l’atteggiamento
di chi soffre della sofferenza altrui, perché riflette la debolezza e la
vulnerabilità della condizione umana.
Oppure mette in moto un altro sentimento, ancora più lodevole che è la solidarietà e la solidarietà fa sì che la pietà e l’umana compassione si
traducano in atti concreti di carità e di amore.
Ecco il senso del nostro essere qui oggi a riflettere sui valori autentici
della vita, ad interrogarci sul mistero del trapasso che, se sottrae una
persona agli aspetti sensibili, la restituisce alla memoria sublimandone
il ricordo.
Io sono sicura che, oggi
più che mai, Gabriella è in mezzo a noi e continuerà a vivere
attraverso l’associazione che abbiamo costituito.
E’
il nostro modo per riaffermare la vita sulla morte.

LILLO
Te
ne vai
per
prima
e
più
prima...
prima
dell'alba sperata
e temuta,
dolcissima.
Con
le mani
l'antichità
delle tue mani
fatte
di luce che schivi per te
delusa
sempiterna
in bilico
struggente
che illumina
noi tanti
che ti rapisce
in fine
al dolore.
Poi,
di qua
restiamo
noi
a smurare
il mistero
incantati.

SALVATORE
Di
Te ci rimarranno la gioia ed il coraggio di vivere che mai Ti hanno
abbandonato.
Anche quando il tempo affievolirà l’espressione amica del Tuo sguardo,
il sorriso sincero della Tua bocca, il tono franco della Tua voce,
l’incedere elegante della Tua persona, resterà per sempre quel che Tu
con umiltà e semplicità, forse anche non volendo, ci hai insegnato:
l’amore in tutte le sue manifestazioni; il rispetto per l’amicizia, la
solidarietà verso i più deboli, la lealtà con i colleghi, la passione
per il lavoro, la dedizione alle persone care.
Anche quando si attenuerà in noi l’incredulità per la Tua assenza al
momento delle nostre pause mattutine per il caffè o nelle feste di ognuno
di noi che mai hai mancato di ricordare, sempre resterà in noi, come
impronta di Te, la innata propensione verso gli altri, la spontanea
generosità della Tua amicizia.
Perfettamente in Te la seria professionalità, il grande impegno, la
irreprensibile correttezza del Tuo essere medico si combinavano con quella
Tua naturale disponibilità verso il prossimo, così che riuscivi ad
essere donna, mamma, amica, sorella e medico nello stesso momento.
Il sorriso fiducioso che sempre Ti ha accompagnato, anche quando la vita
si è fatta più difficile, fino a diventare male irresistibile che
corrode ed impazza fino a vincerti, ha lasciato un segno in noi ormai per
sempre.
Per questo, Gabriella, se pure il dolore è forte, noi tutti vogliamo
ricordarti continuamente, per ricevere ogni volta il dono più bello che
ci hai lasciato: la forza dell’amore che hai posto in ogni cosa e che ci
invita ogni giorno ad essere migliori.
Ciao Gabriella e grazie di cuore.

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